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Papa: "Chiesa povera e libera, per parlare al mondo" |
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08/11/2009 (1:56)
La Chiesa dev'essere “povera e libera” per riuscire a parlare all'umanità contemporanea. Così, citando il predecessore Paolo VI, Benedetto XVI ha ricordato l'importanza della Chiesa nella salvezza dell'umanità e l'esigenza di stabilire un rapporto di conoscenza e amore con la società, nell'omelia della messa che ha presieduto a Brescia, nel cuore della diocesi dove nacque nel 1897 Papa Giovan Battista Montini.
Benedetto XVI:" Egli ha dedicato tutte le sue energie al servizio di una Chiesa il più possibile conforme al suo Signore Gesù Cristo, così che, incontrando lei, l’uomo contemporaneo possa incontrare Lui, perché di Lui ha assoluto bisogno. Questo è l’anelito di fondo del Concilio Vaticano II."
Benedetto XVI ha sottolineato che l’incontro e il dialogo della Chiesa con l’umanità di questo nostro tempo stavano particolarmente a cuore al servo di Dio Paolo VI, che alla Chiesa ha dedicato la sua prima enciclica “Ecclesiam suam”. La sua riflessione, ha spiegato Papa Ratzinger, rimane anche oggi assolutamente centrale: la Chiesa deve approfondire la coscienza di se stessa, ha bisogno di rinnovarsi e purificarsi guardando al modello che è Cristo, e deve relazionarsi col mondo moderno. Questioni che gli sviluppi della secolarizzazione e della globalizzazione, ha aggiunto Benedetto XVI, hanno reso ancora più radicali, “nel confronto con l’oblio di Dio, da una parte, e con le religioni non cristiane, dall’altra”.
Sulla strada per Brescia, dopo l'atterraggio a Ghedi, il Papa ha sostato a Botticino Sera per la venerazione del corpo di Sant'Arcangelo Tadini, da lui canonizzato il 26 aprile di quest'anno e, parlando a braccio, ha ricordato il suo insegnamento a “lavorare perché nasca un mondo fraterno nel quale ognuno vive non per sé ma per gli altri”.
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