“Amiamo la Chiesa come madre, anche con qualche macchia”
09/11/2009 (1:32)
“Amiamo la Chiesa come nostra vera madre! pure quando vediamo nel suo volto qualche ombra e qualche macchia, serviamola con gesti concreti nelle nostre comunità”. Con questo appello, Benedetto XVI ha concluso domenica sera la sua intensa visita in diocesi di Brescia, davanti ai fedeli di Concesio, paese natale di Paolo VI, nella chiesa di Sant’Antonino dove il 30 settembre del 1897 Giovanni Battista Montini venne battezzato. “Non è facile essere cristiani” ha detto ancora il Papa, ci vuole coraggio per non conformarsi alla mentalità del mondo, per non lasciarsi sedurre dai richiami dell’edonismo e del consumismo, “per affrontare, se necessario, anche incomprensioni e talora persino vere persecuzioni”.

Poco prima Benedetto XVI aveva visitato la casa natale di Montini e inaugurato la nuova sede dell’Istituto Paolo VI, accanto allo storico edificio. Citando il magistero del predecessore sull’educazione e sui giovani, il Papa ha ricordato che “l’indifferenza agnostica del pensiero attuale, il pessimismo critico, l’ideologia materialista del progresso sociale non bastano allo spirito, aperto a ben altri orizzonti di verità e di vita”. I giovani infatti cercano rapporti umani autentici, risposte alle domande di senso, e vanno aiutati ad avere un “pensiero forte”, per servire la verità di Cristo nella carità. Di fronte a una forma di cultura diffusa che porta a dubitare del valore della persona e della bontà della vita, ha concluso Benedetto XVI, per i giovani serve un’educazione che sia innanzitutto testimonianza, e , per l’educatore cristiano, testimonianza di fede.

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