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Internet, “terra di missione” per la Chiesa europea |
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17/11/2009 (2:15)
Dal 12 al 15 novembre, i membri della Commissione episcopale europea per i media (CEEM) si sono riuniti in Vaticano per la loro plenaria sul tema: “La cultura di Internet e la comunicazione della Iglesia”. Un tema che sta assumendo sempre più rilievo all'interno dei dibattiti. Per mons. Jean-Michel di Falco, presidente di questa Commissione, i membri della Chiesa sono chiamati a una reale conversione nel loro approccio a questa nuova cultura.
“Quando san Paolo giunse ad Atene, dove andò? Là dove la gente si incontrava per parlare, per ascoltare. E allora noi seguiamo lo stesso cammino. Oggi giorno, dov'è che si ritrova la maggior parte delle persone? Di fronte agli schermi dei pc, su Internet. E quindi se vogliamo andare loro incontro per scoprire chi sono e parlare di Cristo, dobbiamo andare su Internet”.
La riflessione sul web 2.0, sui cambiamenti della pratica religiosa sotto l'influenza di Internet, sul ruolo che questo tipo di comunicazione occupa tra i giovani, sono alcuni dei temi affrontati durante la plenaria. Ma l'evento che ha lasciato maggior segno è stata sicuramente la discussione tra i responsabili dei grandi siti internet. Una discussione che si è svolta nel cuore del Vaticano, che ha fatto da cornice all'incontro.
“Il nostro desiderio era di stabilire un dialogo con i grandi leader di internet e per questo abbiamo incontrato responsabili di Facebook, di Google, di Wikipedia e di altre aziende, che sono onnipresenti su Internet, e che danno lavoro a un gran numero di persone. Volevamo quindi metterci in dialogo con essi, parlargli, ascoltarli, cercare di comprendere meglio gli obiettivi da loro perseguiti. L'incontro non era tanto, dunque, a livello di aggiornamento, ma finalizzato a stabilire un incontro, un dialogo, per non ignorarsi”.
Al termine di questa quattro giorni di discussioni, i vescovi e gli esperti hanno partecipato all'Angelus in piazza San Pietro. Dopo la preghiera, il Papa li ha salutati, ringraziandoli per il loro “qualificato contributo su questa tematica di grande attualità”.
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