27/11/2009 (3:00)
John Thavis: Benedetto XVI è stato un professore, e una volta divenuto Papa non ha mai smesso di insegnare. E non solo con le encicliche ma soprattutto durante le Udienze generali del mercoledì. Oggi a Cronache Vaticane daremo uno sgaurdo ai temi affrontati dal Papa nelle ultime Udienze parlando dei pensatori cristiani del Medioevo. Sono John Thavis, caporedattore a Roma per il Catholic News Service.
Carol Glatz: E io sono Carol Glatz, corrispondente da Roma del Catholic News Service. Tutti i mercoledì, il Papa tiene la sua Udienza generale davanti a migliaia di fedeli. Il culmine dell'evento è un discorso di 5-10 minuti che il Papa pronuncia in italiano, seguito da sintesi in altre lingue. In queste occasioni il Papa ha tutta l'attenzione dei media su di sé, e potrebbe parlare di disarmo nuclare come di ingiustizia economica. Ma negli ultimi mesi si è focalizzato su alcuni scrittori e monaci cristiani del Medioevo, per la maggior parte sconosciuti.
John Thavis: E' vero, quando il Papa ha cominciato a citare sant'Oddone, un abate benedettino del X sec., molte persone, persino in Vaticano, si sono chieste chi fosse. Eppure sant'Oddone è stato promotore di una riforma monastica, incoraggiando i monaci e i cristiani del tempo a fuggire dalla decadenza della società e ad abbracciare una vita più austera. Un messaggio radicale, che secondo il Papa conserva un sua attualità anche di fronte alla cultura materialistica ed edonistica di oggi.
Carol Glatz: Il Papa ha fatto una riflessione simile su san Pier Damiani, un monaco dell'XI sec. che invitava i suoi contemporanei a dedicare del tempo anche alla meditazione e alla preghiera. Credo che Benedetto XVI volesse ricordare alle persone di oggi che anche in passato si era sommersi dal lavoro. Ed ha aggiunto che – come nel Medioevo – non si può ascoltare la voce di Dio quando si è immersi nel caos del tram tram quotidiano.
John Thavis: Un'altra interessante figura evidenziata dal Papa è stato Pietro il Venerabile, un abate francese del XII sec. famoso per il suo ruolo da mediatore, e per la sua apertura all'ebraismo e all'islam. Il Papa ha detto che alla base della tolleranza di Pietro il Venerabile verso i musulmani vi era il fatto che avesse studiato l'islam sulle fonti originali. Anche qui, una sfida per i cristiani moderni in tempi di dialogo interreligioso.
Carol Glatz: Dall'inizio del suo pontificato, Benedetto XVI ha usato sempre i discorsi dell'Udienza per rivolgere uno sguardo indietro alle figure carismatiche della Chiesa, a partire dagli apostoli e dagli evangelisti. Una sorta di vademecum del cattolicesimo, di cui oggi, secondo il Papa, si ha un grande bisogno.
John Thavis: Alla fine, una nota inattesa. In tutti i suoi discorsi, il Papa, che è veramente un topo teologo di biblioteca, ha enfatizzato il fatto che i misteri divini non possono essere compresi attraverso lo studio, i libri o le argomentazioni. Occorre, invece, aver fede e dedicare del tempo agli esercizi spirituali, una cosa ben compresa dai santi del Medioevo. Sono John Thavis. E io sono Carol Glatz, del Catholic News Service. www.catholicnews.com
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