21/05/2010 (4:00)
JT: La scorsa settimana Papa Benedetto ha trascorso quattro giorni in Portogallo, dove ad accoglierlo ha trovato una marea di gente. Una volta tornato a Roma è stato quindi salutato da più di 100.000 persone che hanno voluto manifestargli il loro sostegno in questo periodo turbolento. Siamo a Cronache Vaticane e io sono John Thavis, caporedattore a Roma del Catholic News Service.
CG: E io sono Carol Glatz, corrispondente da Roma del CNS. La visita in Portogallo si è concentrata attorno a Fatima, la cittadina in cui la Vergine è apparsa a tre pastorelli nel 1917. Giovanni Paolo II era convinto che il messaggio di Fatima e i suoi tre segreti fossero direttamente collegati alla sua vita; infatti ha detto di essere stato salvato da Maria in occasione dell'attentato in Piazza san Pietro del 13 maggio 1981-- festa di Nostra Signora di Fatima. Papa Benedetto ha affermato invece che il messaggio di Fatima è importante non tanto come una profezia di eventi apocalittici, quanto come una indicazione spirituale. John, tu eri sul volo papale per il Portogallo, e il Papa ha parlato con i giornalisti.
JT: Sì, è vero. Il Papa ha risposto ad alcune domande sul volo di andata, una delle quali piuttosto insolita: e cioè se pensava che la crisi prodotta dagli abusi sessuali fosse legata al terzo segreto di Fatima? E la sua risposta è stata in pratica di sì: Maria a Fatima aveva infatti annunciato un periodo di tremenda sofferenza per la Chiesa, che in questo caso è stata causata dai peccati di suoi membri. Ha detto che è stato un esempio "terrificante" di una persecuzione contro la Chiesa originata non all'esterno ma al suo interno. Il Papa ci ha sorpreso tutti: pensavamo che questo viaggio in Portogallo gli avrebbe offerto l'opportunità di mettere un po' da parte gli abusi sessuali del clero, e invece lui li ha inseriti all'interno dei messaggi di Fatima.
CG: La prima tappa del Papa è stata Lisbona, la capitale portoghese, dove ha celebrato la Messa davanti a più di 100.000 persone in una delle principali piazze della città. Il Papa è molto preoccupato per la secolarizzazione in Portogallo, un paese tradizionalmente cattolico dove la pratica religiosa ha subito un declino. Infatti, tre anni fa in Portogallo è stato legalizzato l'aborto mentre di recente sono stati liberalizzati i matrimoni gay. Il Papa ha accennato brevemente a questi temi in un discorso, ma per lo più si è tenuto alla larga dalle questioni politiche. Credo che abbia voluto evitare l'impressione di dire ai portoghesi quali azioni compiere – quando questo è un compito che spetta ai leader della Chiesa in Portogallo, e ai laici.
JT: Infatti, le parole più dure le ha rivolte ai vescovi portoghesi e ai cattolici laici, affermando che i cattolici nel provare vergogna di mostrare la loro fede e proclamare quello che la Chiesa insegna sulle questioni sociali e politiche, aiutano in realtà il laicismo. In particolare quando i media sminuiscono o ridicolizzano i valori religiosi, i leader della Chiesa devono far sentire la loro voce. Penso che in questo modo ha voluto scuotere i vescovi portoghesi. Infatti, alcuni qui in Vaticano pensano che i portoghesi siano stati un po' troppo silenziosi rispetto ai vescovi spagnoli, che hanno organizzato manifestazioni a favore della vita e della famiglia.
CG: Gli eventi del Papa sono stati trasmessi in diretta sulle tv portoghesi, e a quanto pare la maggior parte della popolazione li ha seguiti. Le folle presenti a Lisbona, Fatima e Porto hanno addirittura superato qualsiasi previsione. Mezzo milione di persone ha partecipato alla Messa a Fatima, e alcuni rappresentanti vaticani hanno detto che la salda fede della gente è stata di incoraggiamento per il Papa, nonostante le tremende notizie sugli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. JT: Qui a Roma, invece, 120.000 cattolici si sono dati appuntamento la scorsa domenica per mostrare la loro solidarietà a Papa Benedetto di fronte alla crisi degli abusi sessuali. Molti di loro hanno giudicato ingiuste le critiche rivolte al Papa nelle ultime settimane. E penso che ciò che il Papa ha detto loro sia molto significativo: e cioè che i veri nemici che la Chiesa deve combattere sono il peccato e il male spirituale all'interno della Chiesa stessa. Sono John Thavis.
CG: E io sono Carol Glatz, del Catholic News Service. http://www.catholicnews.com/
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