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Cronache Vaticane: l'economia nei Sacri Palazzi |
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05/02/2010 (3:52)
JT: Il Vaticano è un mini-Stato dotato di una propria economia, ma non è immune alle tendenze dell'economia globale e infatti la crisi finanziaria si è fatta sentire anche qui. Ne parleremo oggi a Cronache Vaticane. Sono John Thavis, caporedattore a Roma per il Catholic News Service.
CG: E io sono Carol Glatz, corrispondente da Roma per il CNS. Un Consiglio vaticano di cardinali per le questioni finanziarie si è riunito di recente e ha fatto sapere che il 2010 sarà più roseo dello scorso anno, nel quale si è registrato un deficit di oltre 16 milioni di euro. I cardinali hanno però sottolineato che il Vaticano avrà bisogno di maggiori donazioni da parte dei fedeli per finanziare le attività di quest'anno. Anche se, da quando è esplosa la bolla finanziaria nel 2008, le donazioni da parte di singoli e istituzioni cattoliche sono crollate di diversi milioni di dollari.
JT: Nell'immaginario collettivo, il Vaticano è dotato di ricchezze favolose, ma in realtà ha un budget operativo annuale di più di 280 milioni euro, meno della metà, per fare un esempio, del budget dell'Università di Notre Dame. Il patrimonio netto del Vaticano è stimato attorno ai 730 milioni di dollari, che è meno dei fondi di dotazione di molte delle maggiori università negli Stati Uniti. Le entrate del Vaticano, inoltre, sono costituite per lo più dagli investimenti, perciò ad ogni andamento negativo dei mercati finanziari, accusa subito il colpo.
CG: La più grande voce di spesa nel bilancio vaticano è rappresentata dai salari e dai sussidi per i suoi più di 4500 impiegati. E se da una parte il Vaticano è riuscito finora a stare al passo con gli aumenti del costo della vita e a evitare la messa in cassa integrazione, dall'altra ha provato altre vie per generare introiti. Lo scorso anno, la Radio Vaticana ha cominciato con il vendere alcuni limitati spazi pubblicitari, incassando bene poco rispetto ai costi operativi della Radio che ammontano a più di 18 milioni di euro. Tuttavia, in Vaticano non si è mai parlato di operare dei tagli a un settore chiave per l'evangelizzazione come quello della comunicazione sociale.
JT: Ma se il Vaticano è al verde – direbbe qualcuno – perché non vende una delle sue statue che vale milioni di euro? E' vero che il Vaticano custodisce un immenso patrimonio artistico e architettonico, ma nessuno qui ritiene sia saggio o persino possibile svendere tutto un po' alla volta. Un esperto del bilancio vaticano una volta ha detto, “Posso fare di più con un dollaro di quanto possa fare il Papa con la Pietà di Michelangelo”. Nel senso che la Pietà è impossibile da piazzare sul mercato, e se finisse nelle mani di un collezionista privato susciterebbe molto clamore.
CG: La Pietà si trova nella Basilica di San Pietro, il cui ingresso è gratuito e aperto a tutti. Mentre si paga per entrare nel Musei Vaticani. Il costo di un biglietto intero è di 15 €, e con milioni di visitatori all'anno, i Musei rappresentano la più grande fonte di guadagno nella Città del Vaticano. Tuttavia anche i Musei vaticani stanno affrontando un aumento delle spese per il fatto di aver prolungato gli orari di apertura. E il restauro di un'opera d'arte costa caro. Perciò come molti altri Musei, sono alla ricerca di uno sponsor.
JT: E mentre il colonnato del Bernini in piazza San Pietro viene tirato a lustro, e si cercano sempre nuovi finanziatori, si è pensato di usare i ponteggi per esporre dei giganteschi tabelloni pubblicitari, che hanno contribuito a pagare il restauro. Il Papa può vederli dalla finestra della sua camera da letto ed è al corrente dei problemi finanziari del Vaticano. Quando gli esperti del bilancio si sono riuniti, alcune settimane fa, ha infatti partecipato all'incontro aiutandoli con i calcoli. Sono John Thavis.
CG: E io sono Carol Glatz, del Catholic News Service.
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