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Cronache Vaticane: Giornata mondiale del malato
John Thavis: Ieri è stato un giorno speciale in Vaticano. Si sono celebrate, infatti, la Festa della Madonna di Lourdes e la Giornata mondiale del Malato, istituita da Giovanni Paolo II 18 anni fa. Nelle Cronache Vaticane di oggi parleremo di come la pastorale per la salute sia diventata una priorità globale.Cindy Wooden: Ieri sono state portate in processione nella Basilica di San Pietro le reliquie di santa Bernadette di Lourdes, la ragazza che 150 anni fa fu testimone delle apparizioni di Maria in un piccolo villaggio nel sud della Francia. Da allora, Lourdes è divenuta famosa in tutto il mondo per le guarigioni miracolose. Nel suo messaggio per la Giornata mondiale del malato, Benedetto XVI, che ha visitato Lourdes due anni fa, ha scritto che la Chiesa dovrebbe raddoppiare i suoi sforzi per offrire sollievo ovunque ce ne sia bisogno. JT: Non è un segreto che la Chiesa cattolica è in prima linea nel settore della sanità: gestisce infatti più di 5.000 ospedali nel mondo, 20.000 centri medici e 4.000 case di cura per anziani e disabili. Molte di queste strutture operano in paesi dove i cristiani sono una minoranza e offrono cure anche ai pazienti non cristiani. Anzi, in alcune aree remote dei paesi in via di sviluppo, rappresentano i soli servizi sanitari disponibili. CW: Le strutture gestite dalla Chiesa offrono cure mediche come le vaccinazioni o i test per le malattie. Le istituzioni sanitarie cattoliche si prendono cura di circa il 25% dei malati di AIDS in tutto il mondo. Ma la Chiesa non si limita solamente alle medicine, e sottolinea che l'assistenza ha un risvolto spirituale anche quando non assicura la guarigione fisica. In questo senso, stare insieme ai malati è importante quanto prescrivere delle medicine. JT: Negli ultimi tempi l'impegno del Vaticano nella sanità è aumentato. E' stato Papa Giovanni Paolo II che 25 anni fa ha istitutito il Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, uno dei più giovani e attivi dicasteri che ogni anno organizza un convegno internazionale su un'ampia gamma di tematiche: dalla mappatura genetica all'assistenza agli anziani. E spesso vengono invitati relatori non totalmente in linea con la dottrina cattolica. C'è quindi spazio per le voci fuori dal coro e per un reale scambio di idee.CW: Per celebrare il suo 25° anniversario, il Pontificio Consiglio ha riunito questa settimana esperti da tutto il mondo in un convegno sulla comprensione del dolore e della sofferenza, visti da prospettive culturali e religiose diverse, e attraverso l'esperienza di pazienti e operatori sanitari. Per la Chiesa cattolica l'eutanasia, giudicata una pratica immorale, viene spesso giustificata come un modo per alleviare la sofferenza.JT: La Chiesa distingue tra l'assistenza medica di base che deve essere assicurata a tutti i pazienti, e le cure straordinarie che non sono obbligatore e che possono venire respinte quando sono fonte di sofferenza e in mancanza di speranze di guarigione. La Chiesa insegna che il dolore va accettato come parte della vita e che, quando è unito alla sofferenza di Cristo, rappresenta un dono spirituale. Ma la Chiesa non si limita a chiedere ai malati terminali di offrire tutto a Dio. Negli ultimi anni, il Vaticano si è pronunciato fortemente a favore degli hospice e delle cure palliative – incluse tutte le terapie del dolore –.CW: Ovviamente ci sono molte questioni complicate e la linea che separa le cure ordinarie da quelle straordinarie non è sempre netta. Per questo in Vaticano si sono riuniti più di 600 esperti dell'ambito sanitario, che tentano di riconciliare le possibilità della tecnologia medica con le esigenze dell'etica. www.catholicnews.com
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