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Cronache Vaticane: ritiro quaresimale del Papa
CW: In Vaticano è una settimana insolitamente tranquilla. Benedetto XVI sta seguendo il suo ritiro quaresimale annuale. Nelle Cronache Vaticane di oggi, parleremo di come il Papa e i suoi collaboratori riescono a trovare tempo per la preghiera e la penitenza in questo periodo. JT: Come ogni anno, Benedetto XVI ha sospeso ogni attività per questa settimana: niente incontri, niente discorsi, niente liturgie pubbliche. Ha invece trascorso la settimana nella sua Cappella, insieme ai collaboratori della Curia romana, ascoltando un teologo salesiano don Enrico dal Covolo, docente di Letteratura cristiana, che ha predicato gli esercizi spirituali sulla vocazione sacerdotale. Qualcosa che potrebbe intimorire chiunque, specialmente perché alla fine il Papa offre un breve commento sul ritiro. CW: E' vero. Ma il ritiro di per sé non è un dialogo, e non è come un Sinodo, dove il Pontefice interviene per dare il proprio contributo. Il Papa rimane inginocchiato o seduto in una nicchia della sua Cappella, un po' separato dagli altri, e ascolta. Gli incontri seguono una forma tradizionale che prevede la lettura delle Scritture, la preghiera e la riflessione. Un aspetto interessante è legato alla scelta del predicatore degli esercizi spirituali: a volte è un cardinale o un ecclesiastico di spicco, altre volte è qualcuno relativamente sconosciuto come don dal Covolo. JT: Un ritiro di questo tipo Benedetto XVI lo ha raccomandato durante la Quaresima a tutti i fedeli cattolici. Chiaramente non tutti possono fermarsi per una settimana. Per questo il Papa ha suggerito di provare a creare uno spazio di silenzio e meditazione durante la Quaresima, e di ritirarsi fisicamente dal rumore e dalla frenesia del mondo per avere un dialogo con Dio. Un metodo specifico raccomandato dal Papa viene usato da secoli nella Chiesa: è detto “lectio divina”, ed è in pratica una combinazione di lettura della Scrittura, preghiera e meditazione. CW: Il Papa ha detto una volta che se tutti seguissero questa preghiera orante della Scittura, ci sarebbe una nuova “primavera spirituale” nella Chiesa. La Quaresima è anche la stagione della penitenza, delle rinunce e dei fioretti. Benedetto XVI ha chiamato queste pratiche penitenziali una forma di “allenamento spirituale”, mirato a rendere le persone più resistenti alla tentazione. La cosa importante, ha detto, è che non deve essere fatto con un atteggiamento di orgoglio, ma di reale umiltà. JT: Credo che questo significhi non annunciare al mondo quali sono le proprie rinunce per la Quaresima. Il Papa non ha mai parlato delle sue pratiche presonali, ma lo scorso anno si è detto che aveva trascorso tutta la settimana, inclusi i momenti dei pasti, in silenzio. Il Papa ha inoltre invitato a riscoprire altre tradizioni come le opere di carita e il digiuno, per far piacere al Signore e non per guadagnare il consenso della gente. CW: Ci sono anche altri tipi di penitenze contemplati nella tradizione della Chiesa. Recentemente è stato rivelato che Giovanni Paolo II praticava varie forme di mortificazioni corporali inclusa l'autoflagellazione. Questi tipi di penitenza, senza dubbio, sono meno comuni oggi di quanto non lo fossero 50 anni fa. JT: Gli esperti della Chiesa hanno sottolineato che queste pratiche dovrebbe essere seguite con moderazione e sotto la guida di un direttore spirituale. Chiaramente non è qualcosa che il Vaticano cerca di promuovere per la Chiesa universale. La cosa migliore sarebbe compiere dei gesti semplici durante la Quaresima, a partire da un retto esame di coscienza e una buona confessione. Sono John Thavis.CW: E io sono Cindy Wooden. http://www.catholicnews.com/
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