Benedetto XVI: La Chiesa sia sempre unita
Una sorta di "utopismo anarchico", come quello ispirato nel Medioevo da Gioacchino da Fiore, si insinuò nel Concilio Vaticano II, ma "i timonieri saggi della barca di Pietro hanno saputo difendere, con le novità del Concilio, l'unicità e la continuità della Chiesa, che è fatta anche di peccatori ma è sempre nuova". Lo ha precisato oggi Benedetto XVI, nel corso dell'udienza generale, ritornando sulla figura di san Bonaventura da Bagnoreggio. Di fronte a questa tentazione, ha chiarito il Pontefice, san Bonaventura ci insegna "l'insieme del necessario discernimento, anche severo, del realismo sobrio e dell'apertura a nuovi carismi donati da Cristo, nello Spirito Santo, alla sua Chiesa". Per il teologo francescano del XIII secolo, dunque, "Dio è uno per tutta la storia" e Gesù Cristo è la sua ultima parola. "Le opere di Cristo non vanno indietro, ma progrediscono", ha spiegato Benedetto XVI, citando san Bonaventura, perché "l'annuncio di Cristo costituisce novità e rinnovamento in tutti i periodi della storia". Un'udienza generale particolare quella odierna, divisa in due fasi. Precedentemente, infatti, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana i fedeli del pellegrinaggio della Fondazione don Carlo Gnocchi, giunti a Roma in segno di riconoscenza per la beatificazione dello scorso 25 ottobre a Milano. Fu "apostolo dei tempi moderni e genio della carità cristiana", ha sottolineato Benedetto XVI nel suo saluto, "che raccogliendo le sfide del suo tempo, si dedicò con ogni premura ai piccoli mutilati, vittime della guerra, nei quali scorgeva il volto di Dio".
Una sorta di "utopismo anarchico", come quello ispirato nel Medioevo da Gioacchino da Fiore, si insinuò nel Concilio Vaticano II, ma "i timonieri saggi della barca di Pietro...
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