“La Primavera Araba sembrava promettere grandi opportunità per i giovani cristiani e musulmani, tra cui la speranza per una maggiore democrazia e un maggior rispetto per i diritti umani. Recentemente, però, l’aumento della violenza settaria e l’aumento delle voci fondamentaliste che si uniscono per chiedere che l’Egitto sia riconosciuto come uno stato islamico, non fanno che oscurare queste speranze e isolare i cristiani. Questo nuovo cambiamento politico, combinato con la violenza dei militanti Islamisti, apre un nuovo, oscuro capitolo sul futuro dell’Egitto post-rivoluzionario.Se l’Egitto dovesse diventare un vero proprio stato religioso, governato solamente dalla legge della Sharia, per i cristiani egiziani si tratterebbe di affrontare una scelta durissima: sottostare a una sempre crescente persecuzione religiosa, oppure emigrare. Il problema che i leader politi del mondo si trovano a dover affrontare, tuttavia, è un altro: i cristiani egiziani sono oramai otto milioni, e il rischio di aggressioni che potrebbero generare altre aggressioni scatenerebbe quasi sicuramente una spirale di violenza settaria, destabilizzando così non solo l’Egitto, ma tutto il Medio Oriente.Per i cristiani del Medio Oriente la profezia di Gesù Cristo si avvera ogni giorno: “Chi vuole seguirmi, prenda la sua croce”. E questa croce è davvero molto pesante, perché non grava sulle sole spalle del singolo, ma sulle spalle di intere famiglie.”Aid to the Church in Need Italiawww.acs-italia.glauco.itAid to the Church in Need Switzerlandwww.aiuto-chiesa-che-soffre.ch
“La Primavera Araba sembrava promettere grandi opportunità per i giovani cristiani e musulmani, tra cui la speranza per una maggiore democrazia e un maggior rispetto per i diritti umani....
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