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Teatro delle ali di Breno - Quando la bellezza mette le ali all’anima
Poco tempo fa a Breno, un piccolo comune incastonato nella Valle Camonica, è nato un prezioso laboratorio culturale, che è anche un miracolo che ha saputo coniugare assieme mecenatismo, passione per le arti e amore per i giovani. Si tratta del teatro delle Ali, che ha alzato il suo sipario l’8 Ottobre scorso per celebrare con una settimana densa di eventi ospiti di eccezione l’inizio delle sue attività. Il teatro è il fiore all’occhiello dell’accademia Arte e Vita, un centro culturale di formazione artistica sorto nel 2008 e che trae linfa spirituale dalle serve del Sacro Cuore di Gesù e dei poveri conosciute dalla gente del luogo come le suore messicane. Teatro e accademia sono stati realizzati grazie alla generosità e alla lungimiranza dei coniugi Roman Zalenski ed Hélène de Prittwitz Zalenski. Il tentativo è quello di realizzare un polo di eccellenza per l’intera provincia e un modello per l’Italia, che punta sull’arte e la bellezza come vie per esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifestare la sete, e la ricerca della verità. L’iniziativa è nata da un’intuizione di madre Luciana Bertoglio, che impegnata per venti anni nell’educazione in Messico, una volta tornata in Italia ed aver cominciato a insegnare al liceo ha detto di essersi imbattuta nel vuoto che abita i giovani. Madre Luciana Bertoglio Superiora Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei poveri Io ho lavorato per alcuni anni in America Latina, e conoscevo i giovani con il loro entusiasmo, la loro voglia di vivere. Poi i miei superiori mi hanno trasferito qui in Italia, e ho trovato una grande differenza tra la gioventù: svogliata e a volte senza scoprire il senso della vita. E pensavo che cosa si potesse fare per loro, per riuscire a trovare dentro se stessi la dignità di essere figli di Dio, di vivere i valori cristiani con gioia, e ho pensato che l’arte poteva essere questa strada. Di qui l’inizio di una ricerca che si conclude con l’incontro provvidenziale con la famiglia Zalenski, e la nascita dell’accademia Arte e Vita, che accoglie oggi oltre 400 studenti dai sei ai sessant’anni per attività di doposcuola curate da 30 insegnanti. Qui si possono infatti seguire corsi di batteria, pianoforte, danza, informatica. Si può studiare l’inglese o lo spagnolo, ma si può anche imparare a cucinare e ricamare, a realizzare mosaici, oppure apprendere l’arte della lavorazione del legno e del ferro. Un luogo quindi, che è si punto d’incontro e aggregazione, ma che serve soprattutto a promuovere l’arte nelle sue diverse forme, per riaccendere nel cuore la speranza e sanarne le ferite. Madre Luciana Bertoglio Superiora Serve del Sacro Cuore di Gesù e dei poveri L’idea primaria che mi ha mosso era come gestire il tempo libero dei ragazzi in un modo che fosse costruttivo, creativo, gioioso, e che potesse praticamente varcare il tempo dell’adolescenza senza tanti problemi e senza la strada della violenza. L’inaugurazione è servita anche a festeggiare i cinquant’anni di presenza a Breno delle suore messicane ed ha visto la partecipazione di ospiti internazionali come The Hilliard Ensemble, uno dei più rinomati gruppi vocali da camera del mondo. A presiedere la messa d’inaugurazione è il Cardinale Giovanni Battista Re, la cui famiglia è originaria della Val Camonica. Cardinale Giovanni Battista Re Prefetto Emerito Congregazione per i Vescovi L’aspetto che mi piace di più di questo bel progetto è che cerca di educare valorizzando le doti di ogni singola persona, cioè cerca di aiutare la gioventù a sviluppare le proprie capacità e i propri talenti. Nostro Signore non ci ha fatto in serie. Ognuno è diverso dagli altri, ognuno è unico e irrepetibile. E allora l’importante è cercare di aiutare ogni persona a crescere. L’iniziativa è anche un segnale forte nella bufera della crisi economica nella necessità di mantenere la cultura al centro del presente, per poter ridisegnare il futuro. Fabio Larovere Direttore artistico Teatro delle Ali In un momento in cui i teatri chiudono, in un momento in cui la crisi colpisce anzitutto la cultura, noi crediamo che la cultura sia un cibo spirituale, un cibo necessario per l’essere umano. E quindi secondo questa convinzione ci muoviamo nel disegnare un programma per questo teatro, che cerchi di coniugare la valorizzazione del territorio, perché la valla Camonica è una zona fortemente connotata, che ha una tradizione importante, affonda le sue radici addirittura nella preistoria. Qui ci sono le incisioni rupestri più antiche d’Italia. Da un lato quindi la valorizzazione del territorio, dall’altro una proposta di livello nazionale e internazionale. Flash bianco 14s Ecco quindi il teatro come palcoscenico dell’ Accademia, il teatro come luogo dove proporre progetti per le scuole della valle, progetti che avvicinino i ragazzi alla prosa, alla musica, alla danza, a tutte queste espressioni dell’arte. Hélène de Prittwitz Zaleski Non è possibile fermarsi, contro la crisi al contrario c’è bisogno di lottare, di reagire e di dire che si possono fare le cose. E poi con i Camuni si possono fare tante cose, mi piace che anche loro sono duri davanti ai problemi. C’è bisogno di costruire qualcosa, qualcosa che rimane, che rimane sulla terra ferma. Non è solamente dare cibo, è dare una costruzione che rimane qui e che possiamo utilizzare domani, dopodomani. Spero che durerà almeno 100 anni questo teatro! Il programma per il 2012 prevede già molte soprprese e qualche nome blasonato. A Maggio si partirà con un festival di musica sacra che porterà a Breno alcuni dei protagonisti della scena musicale internazionale come i Vinasenaknabn (?!) , il coro di voci bianche più rinomato al mondo. Accanto a grandi interpreti, ci sarà spazio però anche per le realtà musicali della Valle Camonica. Un bel progetto in cantiere riguarda invece Ennio Morricone, che ha scritto un’opera dedicata al tema eucaristico. L’opera, già presentata al Papa in occasione della mostra organizzata in Vaticano per il suo sessantesimo di sacerdozio verrà eseguita per la prima volta al teatro delle Ali di Breno e poi a Brescia. Ogni esecuzione verrà preceduta da un incontro di carattere culturale per avvicinare il pubblico al mistero che la musica vuole esprimere. Sempre nel 2012, si terranno gli incontri di Arte e Vita, con personalità della cultura che verranno a Breno a fare esperienza della vita in comunità con le suore messicane, condividere la loro passione con i ragazzi dell’accademia e in tarda serata dialogare con il pubblico nel teatro delle Ali. Tra i nomi previsti, l’editore Alberto Casiraghi de “il pulcino elefante” che racconterà come si realizza un libro ma anche il suo rapporto con grandi scrittori come Alda Merini e poi lo scultore Pietro Coletta famoso per le sue opere in ferro.
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